Dalla fattoria alla forchetta

Pitch Fork 3068529 1920

Non basta fare scelte consapevoli sulla qualità e il tipo di alimenti. Sappiamo da dove viene il cibo che consumiamo? Come raggiunge le nostre tavole?

Questa sfida riguarda tutta la catena logistica di trasformazione, imballaggio, trasporto e distribuzione degli alimenti (dal luogo di produzione verso il consumatore). 
La trasformazione degli alimenti (lavaggio, surgelazione, pre-cottura, etc.) e il loro confezionamento e imballaggio a fini di trasporto contribuiscono in modo importante alla produzione di emissioni di gas ad effetto serra. 
Quali prodotti, servizi, modelli imprenditoriali o logistici occorre sviluppare al fine di ridurre questi impatti? Ad esempio, è possibile usare tecnologie quali quella della blockchain per consentire il tracciamento trasparente dell’intera catena logistica, aiutando a ridurne gli impatti climatici chiave? Si tratta di una tecnologia promettente, caratterizzata tuttavia da un elevato impatto energetico, che potrebbe ridimensionarne gli effettivi benefici. 
Una strada che potrebbe portare importanti benefici anche a livello di protezione del territorio e creazione di una più forte e salda identità locale consiste nell’aiutare il consumatore a riappropriarsi di quello che consuma e ad entrare in contatto con il ciclo della natura, nell’ambito di iniziative di auto-produzione locale dei propri alimenti. 
Più in generale, favorire la filiera corta, ossia recarsi direttamente dal produttore a fare gli acquisti per certi tipi di prodotti (verdure, formaggi, carne e salumi, come ad esempio quelli disponibili sulla piattaforma ticinoate.ch) può essere un’ottima soluzione al fine di ridurre l’impatto climatico della catena logistica di distribuzione. Inoltre, il sostegno ai prodotti locali è anche un sostegno all’economia locale, allo sviluppo/mantenimento di posti di lavoro e allo sviluppo socio-economico a livello regionale.
Il lockdown causato dal COVID-19 ha aumentato l’acquisto diretto presso produttori locali; tuttavia, se i consumatori si recano in auto presso le fattorie, spesso site in luoghi discosti, si causano problemi di traffico e si producono nuove emissioni. Occorre dunque pensare a soluzioni integrate per la filiera corta, quali ad esempio gruppi di acquisto con punti di raccolta/ritiro presso i centri abitati o servizi di distribuzione tramite la posta.

 

Come ridurre gli impatti climatici delle attività di trasformazione e trasporto della filiera agro-alimentare?
Ad esempio, se la catena di distribuzione fosse interamente basata su sistemi riutilizzabili, invece della logica dell’usa e getta?
E se la distribuzione di molti prodotti non servisse neanche più, perché consumatori o realtà locali si sono trasformati in piccoli auto-produttori, magari riuniti in cooperative con altri individui?
Quali modelli imprenditoriali, prodotti o servizi possono favorire queste iniziative, contribuendo anche a rafforzare il senso di identità e legame con il proprio territorio e la comunità che lo abita? 

Per saperne di più:
Sustainable Food Value Chains - FAO
Developing sustainable food value chains - Guiding principles (PDF)
Harvard Business Review - https://hbr.org/2020/05/building-a-transparent-supply-chain
https://ec.europa.eu/food/farm2fork_en
https://www.bafu.admin.ch/bafu/it/home/temi/aimentazione-alloggio-mobilita/ernaehrung/fachinfo-ernaehrung.html
https://www.blw.admin.ch/blw/it/home/politik/nachaltiges-ernaehrungssystem-ch/ressourcenschonende-ernaehrung.html

Zurich 2018 (3)

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